Come valutare la qualità di una mappa?

Pubblicato il da Maria Teresa Serafini

Buongiorno, concordo con lei che mappe troppo "piene, ricche" sono difficili poi da usare in fase di studio e ripasso.
Nel caso in cui si volesse fare una mappa di un capitolo di un libro, cosa suggerisce, di fare unaSCHEMI ALLA BICOCCA mappa riepilogativa del cap. e diverse sottomappe per evitare di rendere troppo pesante quella dell'intero capitolo?
Secondo lei a quale livello della mappa dovremmo fermarci per evitare di appesantirla troppo?
Nella mappa su domande è opportuno mettere la domanda solo al primo livello come nel suo esempio o si possono mettere anche negli snodi successivi?
Mille grazie. Massimiliano

Caro Massimiliano,

per me è bellissimo a lezione confrontare i vostri schemi e analizzarli con voi. Qui vedete una ragazza che  proietta il suo schema realizzato con i pennarelli sul lucido e ascolta i commenti dei compagni. In una delle esercitazioni con le SCHEMA VERTICALEmatricole di sociologia all’Università di Milano-Bicocca ho proposto quattro pagine sul brigantaggio, riprese da  un libro di storia, e ho chiesto di  fare uno schema su cui riportare tutte le informazioni principali in modo organizzato. Osserviamo alcuni lavori.

Qualche studente ha realizzato, più che uno schema, degli appunti sequenziali in verticale. Vi piace la pagina qui a sinistra? Quando si guarda un lavoro fatto da altri (ma anche uno proprio,  dopo un po’ di tempo),  dapprima colpiscono  l’ordine, l’uso della pagina, le spaziature, la scelta dei caratteri… insomma la sua piacevolezza e leggibilità complessiva.  Questi appunti, a prima vista, non sono molto belli: sembra che tiri vento verso la metà… le righe non sono allineate e vanno un po’ su e giù. Ma, a leggerle, si nota che la sintesi delle quattro pagine viene fatta attraverso sette puntiVERTICALE CON DOMANDE numerati; sette domande molto chiare e ben scelte: CHE COSA?, DOVE?, PERCHE’? CHI SONO?... L’ordine potrebbe essere migliorato: il QUANDO? compare alla fine e forse starebbe meglio all’inizio per inquadrare tutte le altre informazioni.

Ecco ora qui a destra uno schema in verticale, costruito a raggiera intorno al centro: sui legami sono indicate delle breve espressioni, che appaiono anche qui quasi sempre  domande, anche se non compare il punto interrogativo. La loro scelta non è sempre chiara; per esempio, il CHI compare sia in alto, che a sinistra: non si capisce quale sia la differenza.

I punti deboli di questo schema sono  la mancanza delle CAUSE del fenomeno, la scelta di raggruppre i legami in due nuclei principali (nella parte in alto) senza una chiara giustificazione e la voce REPRESSIONE, a destra,  che nell'ambito questo schema non risulta chiara. E qui inizia a risultare evidente  che caratteristica di uno bello schema è che dalla sua semplice e rapida  lettura emergano in modo chiaro le informazioni sul tema e i loro collegamenti, senza dover ricorrere ad altre fonti. L’insieme delle domande su cui è costruito questo  schema non appare coerente… questo mostra che, finita la lettura del testo da schematizzare, sia utile costruire  tutte le domande “in un quadro” prima di realizzare lo schema pezzetto dopo pezzetto. Se anche la lettura del testo è stata fatta, riga dopo riga,  bottom-up, perché si era ignoranti in quella area, la realizzazione dello schema va fatta top-BELLO SCHEMA POCHE DOMANDEdown, cioè in una ipotesi di struttura globale di cui poi si buttano giù sulla carta le singole parti.

Vediamo ora due schemi orizzontali, entrambi costruiti a raggiera attorno ad un centro. Il  primo qui a sinistra ha un aspetto molto ordinato e piacevole. Qui la descrizione del fenomeno   è messa bene in rilievo al centro subito sotto il tema “brigantaggio”: "protesta dei miserabili contro una situazione intollerabile". Molto chiari  e ben scritti sono tutti i rami:  in alto, CHI SONO, a destra, I SOSTENITORI e PERCHE’ SCOPPIA, e, in basso, ORGANIZZAZIONE e SOPRAVVIVENZA. Guardando i contenuti si  fa  fatica ad individuare solo il quando, che compare con una data solo  all’internoCON SCRITTE ROSSE della  voce REPRESSIONE.

Il secondo schema orizzontale qui a destra è stato corretto con il pennarello rosso che mette in evidenza il significato dei diversi rami: come vedete sono state aggiunte proprio domande. Le notazioni in rosso mostrano la straordinaria utilità delle domande che danno chiarezza ad uno schema  fatto abbastanza bene, ma che risulta di difficile lettura senza il loro aiuto: esse hanno la funzione di mettere a fuoco il tipo di informazione presenti nel ramo. Nel momento in cui ci si pone il problema di individuare le giuste domande si scopre, per esempio,  che questo schema non presenta il DOVE, e neppure il QUANDO: compare una data solo all'interno di una voce, in alto a sinistra, e non al centro come per tutte le informazioni importanti.

Lei chiede poi: è utile mettere le domande anche al secondo livello? Io direi che la risposta in genere debba essere "no" perché, una volta capito il tipo di informazione presente sul ramo con la domanda iniziale, la comprensione del resto possa procedere con facilità...

Lei fa anche altre domande: è utile costruire grandi mappe con molti livelli? O conviene costruire tante sottomappe? Qui penso che le preferenze possano essere diverse: ognuno deve vedere come si trova meglio. A me personalmente sembra che le mappe siano utili soprattutto per mettere a fuoco i concetti e le informazioni principali e che  i dettagli li si legga meglio sugli appunti o sul libro sottolineato...Ma è tutta una questione di gusti... Come è questione di gusti preferire gli schemi dall'alto verso il basso oppure quelli a raggiera intorno al centro...

Comunque, la bellezza di una mappa  conta sì, ma la cosa davvero importante è spendere del tempo a farla, rifarla se non piace, provare  a presentare ancora in modo diverso le informazioni… tutto questo porta  alla fine a una così grande familiarità con la materia da garantire una comprensione profonda di tutti i rapporti tra le informazioni su quel tema  e, quindi,  un ottimo inizio di   memorizzazione. C’è poi da fare (non dimentichiamolo…) un lavoretto di consolidamento dell’apprendimento, ripetendo, ripetendo, ripetendo.

 

 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post