Una domanda: è utile registrare una lezione all'università?

Pubblicato il da Maria Teresa Serafini

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 Nel primo incontro del corso introduttivo di Sociologia “Analisi e organizzazione del discorso scientifico”  dell’Università di Milano-Bicocca,  nell’intervallo,  un ragazzo mi ha posto questo problema:

 

“Io registro le lezioni dei professori, poi a casa risento tutto e prendo appunti. E’ un lavoro lunghissimo: per ogni ora di lezione ne impiego due o tre perché spesso spengo il registratore  e risento più volte le parole del docente. E’ giusto quello che faccio?  Cosa mi consiglia? Mi sento scoraggiato”.

Il ragazzo mi ha subito colpito per la sua serietà e il suo evidente impegno e gli ho promesso di affrontare il quesito con  i suoi compagni.

Ritornati tutti i ragazzi in aula, ho chiesto:

“Come fanno lezione i vostri professori? Seguono passo passo le  dispense o i libri di testo consigliati agli studenti? Fanno corsi monografici, sviluppando soprattutto alcuni temi?  Si occupano soprattutto di problemi e metodologie? Vi danno un programma dettagliato delle lezioni all’inizio del corso? Usano la lavagna con il gesso? Utilizzano aiuti visivi, tipo Power Point? Li fanno avere a voi ragazzi sul sito dell’Università? Prima o dopo la lezione? Voi ragazzi, durante la lezione, chiedete di chiarire i concetti che non avete capito o che non siete riusciti ad appuntare?”

Ho avuto molte risposte perché, come è ovvio,  i docenti fanno lezione in tanti modi diversi. Ho 4703331703_ea89d12216.jpgchiesto quanti registrano a lezione e si sono alzate tre sole mani. Ho chiesto cosa ne pensassero i ragazzi in aula di questa pratica: mi è stato risposto che porta via troppo tempo.

Appunto. La registrazione non è praticabile, salvo che in casi particolari, proprio perché porta via un tempo infinito con un lavoro un po’ meccanico.

Allora ho cominciato a elencare i principali modi di far lezione con i diversi comportamenti richiesti ai ragazzi. Eccoli, descritti in modo schematico.

COME IL DOCENTE FA LEZIONE

COSA FA LO STUDENTE

PREGI E DIFETTI

1)      Il docente sviluppa in classe tutto (o quasi)  il programma di esame  seguendo  un testo (o più testi) .

Senza aiuti visivi o sintesi distribuite.

Lo studente porta in classe il /i testi. E’ consigliabile che li legga prima della lezione , in modo così da poter intervenire con domande o commenti (questo è possibile se il docente fornisce un programma dettagliato delle sue lezioni con i capitoli dei libri che li sviluppano oppure lezione per lezione anticipa i temi della lezione successiva). Durante la lezione lo studente scorre il testo già letto e già da lui sottolineato, scrivendo sul bordo del libro o sul quaderno ulteriori note.

Le lezioni che percorrono e spiegano passo passo  i testi da studiare  sono facili da seguire, ma talvolta risultano un po’ noiose.

Seguirle però aiuta a studiare con regolarità e a scandire il programma  nel tempo a disposizione prima dell’esame.

Se studia con attenzione settimana per settimana tutto quello che il docente spiega, lo studente può arrivare ben preparato all’esame.

2)      Il docente sviluppa solo una  sottoparte del programma di esame. O perché insegna soprattutto aspetti metodologici o perché si dedica solo ad un corso monografico.

Senza aiuti visivi o materiali distribuiti.

Lo studente a lezione deve prendere molti appunti, alzare la mano ogni volta abbia difficoltà a prendere appunti. In caso di dubbio, lo studente ripete al docente a voce alta, a parole sue,   quello che ha capito, chiedendo conferma. Questo lavoro di chiarificazione va fatto in gruppo: uno studente da solo non se la sente, si imbarazza… e gli  nasce il dubbio di essere l’unico ad avere difficoltà (cosa non vera). Si suggerisce di mettersi d’accordo in più ragazzi che poi, magari insieme, revisionano  i loro appunti.

Parallelamente al corso lo studente deve fare uno studio autonomo e sistematico dei materiali di esame che gli permettano di arrivare preparato su tutto il programma alla fine delle lezioni.

Queste lezioni sono stimolanti, ma richiedono agli studenti:

- iniziativa e ruoli attivi;

-volontà di lavorare in gruppo, se necessario;

-e poca timidezza! Non c’è da avere paura, si è sempre in molti a non aver capito. E le domande di alcuni sono un aiuto per  tutti gli altri!

3)Come 1). Il docente sviluppa in classe tutto (o quasi)  il programma di esame  seguendo  un testo (o più testi) .

Ma con aiuti visivi o sintesi o note.

CASO A. Se il docente fornisce il Power Point delle lezioni o le note in una dispensa o sul sito dell’università prima della lezione, lo studente  porta a lezione la dispensa o la stampa del PPT e la integra con appunti il più estesi possibile

CASO B. Se il docente  fornisce questi materiali  solo dopo la lezione, lo studente (meglio gli studenti!) chiedono al docente di rallentare la lezione in tutti i casi in cui non riescono a prendere appunti, trovandosi nella situazione del caso 2).

Vedi 1) sopra.

I Power Point sono appunti “ben fatti” del discorso del professore e sono quindi molto utili.  Ma da soli non permettono di studiare perché mancano dello sviluppo del docente: gli esempi, i casi specifici, i problemi… Studiare su un Bignami o Bigino è molto difficile. Alcuni ci provano… ma ne ricavano poco…

Andare a lezione è comunque molto utile!

 

4)      Come 2), il docente sviluppa solo una  sottoparte del programma di esame. O perché insegna soprattutto aspetti metodologici o perché si dedica solo ad un corso monografico.

Ma con aiuti visivi o sintesi o note .

Si verificano i due casi A) e B) del 3).

E, come nel 2), parallelamente al corso lo studente deve fare uno studio autonomo e sistematico dei materiali di esame che gli permettano di arrivare preparato alla fine delle lezioni.

Come abbiamo visto in 2), queste lezioni sono molto stimolanti, fanno crescere.

Ma richiedono allo studente intraprendenza e organizzazione.

I PPT e le sintesi permettono di verificare quello che si è appuntato e si è capito.

 

I casi sono di più e più articolati. Qui ho preso in considerazione solo alcuni aspetti.

Ho raccontato ai miei studenti  che molti docenti universitari di materie scientifiche, dove3992819332_2ea6eed055.jpg più frequentemente vengo usati “aiuti visivi”, in passato, i “lucidi” e,  in epoche più recenti, Power Point, mi hanno detto di essere ritornati  AL GESSO o AL PENNARELLO SUL LUCIDO: la velocità del docente che scrive ricostruendo il suo discorso… corrisponde alla velocità dello studente che deve capire e appuntare.

Queste sono solo note.

… comunque credo di aver risposto a quel ragazzo… No, non conviene registrare, eccetto che per brevi periodi…  A meno che non si distribuisca il lavoro di “sbobinatura” e scrittura di appunti  tra più studenti amici e di cui ci si fida…

Completamenti del discorso? Osservazioni? Mi piacerebbe un vostro aiuto.

 

 

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