Elogio degli schemi: le mappe su domande

Pubblicato il da Maria Teresa Serafini

C’è un metodo per costruire un bello schema?  Valeria

Vorrei sapere come suggerisce di usare le mappe durante lo studio e cosa intende quando parla di MAPPE SU DOMANDE.  Mille grazie.    Massimiliano

 

Gli schemi  sono strumenti straordinari per studiare.  Ma bisogna avere  la pazienza di elaborarli  a lungo fino a creare delle strutture  organizzate, semplici ed eleganti, che, a questo punto, è possibile definire  proprio “belle”, usando l’aggettivo di Valeria.

Finito un primo studio analitico di un capitolo di un  libro, magari con sottolineature e note sui bordi della pagina e sul quaderno degli appunti, è utile ripensare a tutto quello che si è letto,  cercando, per tentativi,  di presentare le informazioni principali in un quadro unitario. Questo lavoro procede appnto per tentativi e con successive manipolazioni, fino ad arrivare ad un accurato e limitato numero  di nodi (spesso scritti dentro cerchi) collegati con un criterio... All’inizio si lavora un po’ a caso, ma con l’esperienza e l’allenamento si procede  spediti e con buoni risultati.

Gli schemi sono utili soprattutto se li costruiamo noi: lo sforzo  di provare e riprovare a cercare nodi giusti e collegamenti funzionali ci permette di capire il tema del testo, di iniziare a familiarizzarci con esso e un po’ per volta di memorizzare. Gli schemi presenti sui libri o fatti da un amico sono utili, certo, ma mai quanto quelli di cui noi stessi siamo gli autori.

zdomandecostituzione

Le mappe con un centro spesso hanno una buona unitarietà. Vediamone  un esempio nella mappa su domande, per rispondere a Massimiliano. Si tratta di uno schema costruito su un piccolo numero di domande scelte con cura poste intorno al centro. Nel blog precedente, analizzando il libro di Walter Pauk, How to study in College,  abbiamo visto l’importanza delle domande nello studio, vera  guida  e bussola  durante il lavoro di trasformazione del testo in qualcosa di strutturato e chiaro per noi. Le domande semplificano e ci permettono di capire il tema/problema, affrontandone  un aspetto per volta, ma in una visione unitaria del tema, se scelte con cura tutte insieme, come avviene quando si costruisce una mappa. Della "Costituzione italiana" si possono dire infinite cose, ma lo schema su domande, qui sopra, permette di parlarne  sinteticamente in modo organizzato: Che cosa è una Costituzione, Quando è stata scritta la costituzione italiana? Chi l'ha scritta? Quando è entrata in vigore? Quali principi segue? Perché è stata scritta?... Notare che in questo caso c’è stato un utilizzo e adeguamento al tema dello schema  delle 5 W.

Mi preme fare presente che gli  schemi più utili nello studio sono generalmente piuttosto piccoli, maneggevoli e abbracciabili spesso con un solo colpo d’occhio. Niente a che vedere  con le cosiddette mappe concettuali di moda nelle scuole: talvolta un’accozzaglia enorme di cerchi legati più o meno a caso che riempiono grandi cartelloni…  questa ricca raccolta  di elementi, collocati nello spazio della pagina senza un chiaro criterio, ha senz’altro la funzione di facilitare l’associazione di concetti collegabili tra loro nella prima fase in cui si affronta un tema (sia per poi studiarlo, sia per poi scriverne in relazioni, tesine o saggi… ),  ma manca di quella di organizzarli in modo unitario. E l'organizzazione delle informazioni è fondamentale nello studio.

 

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Massimiliano 10/22/2010 09:18


Buongiorno dott.ssa Serafini innanzitutto grazie. Il blog è fantastico e spero abbia il successo e il seguito che merita.
Una domanda tira l'altra e la materia è vastissima; anche se purtroppo nella scuola italiana non è per nulla presa in considerazione....

Per quanto riguarda gli appunti suggerisce il Metodo Cornell o suggerisce un'altra tipologia di appunti?

Spesso per aggiornamento professionale mi trovo a dover studiare leggi o contratti di 200 pagine o più. Non so in questi casi se usare la sola sottolineatura. Oppure usare schemi e appunti e di che
forma. Il problema è sempre il tempo. Ottenere il massimo risultato con il minor impiego di risorse....

Massimiliano


Maria Teresa Serafini 10/22/2010 10:29



Mi fa molto piacere che il blog le sia utile e le piaccia. Le risponderò un po' per volta.



Massimiliano 10/20/2010 13:19


Buongiorno, concordo con lei che mappe troppo "piene, ricche" sono difficili poi da usare in fase di studio e ripasso.
Nel caso in cui si volesse fare una mappa di un capitolo di un libro, cosa suggerisce, di fare una mappa riepilogativa del cap. e diverese sottomappe per evitare di rendere troppo pesante quella
dell'intero capitolo?
Secondo lei a quale livello della mappa dovremmo fermarci per evitare di appesantirla troppo?
Nella mappa su domande è opportuno mettere la domanda solo al primo livello come nel suo esempio o si possono mettere anche negli snodi successivi?
Mille grazie.


Maria Teresa Serafini 10/21/2010 17:47



Caro Massimiliamo,


prima di tutto mi preme precisare che non ci sono "regole" assolute su come fare... gli stili di apprendimento sono tanti e così le metodologie di lavoro.


E' fuori di dubbio, però,  che alcune strategie generali vadano conosciute e provate. Poi, se le si trova utili, le si usa, se no, le si abbandona!


Io mi sentirei di consigliare di fare schemi (con domande o senza) solo sui concetti/le informazioni di base. E di realizzare parallelamente degli appunti sequenziali ben fatti, sintetici,
ma con frasi complete, comprensibili anche a distanza di tempo. Magari con qualche forma di schematizzazione.


Lei chiede sui livelli... con o senza domande (le domande sono un artifizio, basta in realtà la categoria... con o senza punto interrogativo) usare qualche livello è spesso utile... ma sette
livelli non sono più dominabili... quindi è meglio evitarli.