Sul libro di Walter Pauk, "How to Study in College"

Pubblicato il da Maria Teresa Serafini

Massimiliano mi scrive:

Sarei curioso di sapere che cosa pensa del metodo proposto da Walter Pauk, nel suo libro "How to3232693800_ebd87172c3.jpg   study in college". In sintesi lui suggerisce un metodo basato sulle domande. Operativamente propone di scrivere a margine del testo delle domande a cui il testo stesso risponde. Quindi si usano le domande per studiare e ripassare il materiale oggetto di studio.

Il libro di Pauk "How to Study" lo ricordavo benissimo, ma non il luogo in cui l’avevo letto: se la biblioteca di Education di Stanford (dove ho passato tante meravigliose estati) o il mio studio di casa. Ho preso la scaletta e l’ho trovato in cima alla mia libreria:  è un’edizione del 1984.  Vedo su Amazon che è ora in vendita la settima  edizione del 2000 (oltre a rielaborazioni più recenti con coautori). Sfogliando l’indice su Amazon, noto che i temi sono gli stessi della mia edizione del 1984, ma con tagli e titoli diversi.

Come in decine di altri libri “Come si studia” presenti nelle librerie americane, il libro di Pauk affronta tutti i problemi degli  studenti universitari: dall’individuazione  dei propri obiettivi principali, alla costruzione di un piano, dall’organizzazione del tempo, ai modi di superare lo stress, di concentrarsi e di impadronirsi di un  ricco  vocabolario, dai metodi  per prendere appunti a lezioni e su/dai libri, fino alle strategie per pensare con immagini visive, per affrontare i test e per studiare con il computer…

Una parte del capitolo sullo studio dei libri di testo è dedicato, come osserva lei, all’importanza, mano a mano che si legge, del creare domande da scrivere sul bordo del libro e/o sul quaderno degli appunti… Sì, è vero, questo comportamento permette al lettore di interagire con il testo, assumendo un ruolo attivo…  Le domande non nascono solo mentre si legge il testo, ma spesso scattano nella mente di chi studia già di fronte al tema del capitolo  e durante lo skimming iniziale del testo… Gli psicologi  hanno messo in evidenza il fatto che le informazioni non sono isolate nella memoria, ma organizzate in  “pacchetti strutturati" su temi e processi - i famosi  "schemi” (frames, scrips, …) -  che scattano con le loro “domande” quando si affronta una nuova esperienza sui libri e nella vita in quella specifica area …  Questi pacchetti/schemi ci aiutano a elaborare le nuove informazioni.

Ritengo che la conoscenza di alcuni aspetti del funzionamento della nostra mente, dai processi di comprensione a quelli di memorizzazione, diano significato alle tecniche pratiche che consigliamo agli studenti. In un libro che anch’io ho scritto sul tema vi ho infatti dato ampio spazio.

 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post